Cronaca

Airola: “Ti impicco, ora devo vendicarmi”, 23enne condannato per minacce alla ex fidanzata

Il giovane è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione

Non riusciva ad accettare la fine della loro storia e ha iniziato a minacciare la ex con chiamate e messaggi minatori. La giovane è arrivata al punto di denunciarlo per porre fine a questa persecuzione. E ieri mattina è arrivata la condanna per un 23enne di Airola. Dieci mesi e 20 giorni di reclusione, con il beneficio della pena sospesa, per il reato di stalking nei confronti della ex fidanzata, sua coetanea. Lo ha deciso ieri mattina il Gup Gelsomina Palmieri, che ha accolto l’istanza dei difensori affinché si procedesse con il rito abbreviato.

Stalking e minacce alla ex fidanzata: arriva la condanna per un giovane di Airola

Il pm aveva ritenuto provata la colpevolezza dell’imputato per cui ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi. Il giovane che risiede ad Airola è stato difeso da Vittorio Fucci e Anna Corraro, che avevano chiesto il proscioglimento. Il 23enne si era reso protagonista di una serie di azioni ripetute, anche dopo la denuncia, che hanno fatto scattare l’accusa di stalking. Gli atti di intimidazione erano diretti non solo alla donna ma anche ai suoi familiari per molto tempo, a partire dal 2018 per arrivare fino alla fissazione del processo.

Secondo l’accusa, il giovane oltre a molestarla con espressioni offensive del tipo “vai in giro nuda“, avrebbe anche raggiunto la sua abitazione, l’avrebbe spintotonata e minacciata di morte. Inoltre, avrebbe inviato anche alla mamma della vittima una serie di messaggi: “Fatele i complimenti per il tutù. Volevo che finisse tutto in serenità, mo lo metto per iscritto che le mie azioni saranno per colpa sua, complimenti“.

Le chiamate infinite e le minacce di morte

La giovane donna sarebbe stata tempestata di chiamate, anche in compagnia di amici: “Ti impicco. Se hai fatto quello che dovevi evitare, ti annullo. Mi presento con una mazza grossa. Se scendi e metti il piede fuori alla porta – avrebbe detto il giovane – ti taglio la testa. Io ora mi devo vendicare, ti uccido“. Comportamenti ripetuti nel tempo che hanno provocando ansia nella ragazza che ha iniziato a temere per la propria incolumità e quella dei propri familiari. Il magistrato ha rinviato a giudizio il giovane con l’imputazione di stalking ha ritenuto che tutti questi atti avessero “destabilizzato la serenità e l’equilibrio psicologico della donna“.

(Fonte: Il Mattino)

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