Cronaca

Appalti Provincia, in quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Appalti in Provincia, i quattro indagati rimangono in silenzio: hanno rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire le loro posizione

Appalti in Provincia, i quattro indagati rimangono in silenzio: hanno rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire le loro posizione. Un quinto, invece, è rimasto totalmente in silenzio. Si tratta dei cinque indagati destinatari del divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione per un anno.

Appalti in Provincia, silenzio dei quattro indagati: ma chiariscono

In quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma hanno rilasciato dichiarazioni spontanee per chiarire le loro posizioni, un quinto invece è rimasto in silenzio. Nel corso degli interrogatori davanti al gip sono comparsi i titolari di tre ditte, un dipendente della Provincia e un tecnico. Per primi sono stati interrogati i titolari di tre ditte che si erano aggiudicati dei lavori. Interrogatori in successione, tenuto conto che tutti e tre gli indagati avevano lo stesso legale, Roberto Prozzo. Si tratta di Pietro Antonio Barone, 57 anni di Circello al quale viene contestato di aver versato una tangente di 20mila euro, tramite un intermediario, al sindaco Michelentonio Panarese per l’assegnazione dei lavori per la mesa in sicurezza dell’ex discarica comunale in località Cerreto.

Le accuse

Franco Coluccio, 72 anni, di Buonalbergo, amministratore unico della società “Effedue costruzioni” il quale, secondo l’accusa, aveva versato una tangente di 1.500 euro tramite intermediario al sindaco Panarese per lavori riguardanti l’adeguamento sismico di un edificio in via Cappella a Buonalbergo. Infine, Antonino Iannotti, 40 anni, di San Lorenzo Maggiore, titolare della “Iannotti costruzioni” per presunte irregolarità circa i lavori di ripristino delle strade provinciali 45, 48, 49, 50, gara indetta dalla Provincia. Secondo l’accusa, avrebbe versato denaro non quantificato sempre a Panarese.

La difesa

Il loro legale Prozzo ha depositato alcune memorie difensive per fornire una versione dei fatti diversa da quella illustrata dalla Procura. Per loro, le ipotesi di reato contestato, corruzione e turbativa d’asta, non si sono mai verificate. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Antonio Sateriale di 51 anni, di San Giorgio del Sannio, indagato per presunte irregolarità commesse quale responsabile unico della procedura indetta dalla Provincia per l’ammodernamento deIl’Istituto Livatino di Circello. Secondo l’accusa avrebbe avvantaggiato l’impresa che poi avrebbe eseguito i lavori rivelando notizie di ufficio sugli atti della procedura. Inoltre, in concorso con altri, avrebbe turbato la gara. Dichiarazioni spontanee, infine, per Gaetano Ciccarelli 64 anni, di Napoli, geologo, che ha sostenuto la sua estraneità rispetto agli addebiti di corruzione, turbativa di gara ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

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