Cronaca

Arco di Traiano di Benevento monumento nazionale: ok unanime del Senato

Ok dal Senato: Arco di Traiano di Benevento monumento nazionale. L'arco fu costruito tra il 114 e il 117 d.C

L’Arco di Traiano di Benevento sarà riconosciuto come monumento nazionale. Il via libera del Senato è arrivato nella mattinata di oggi, mercoledì 23 marzo, con 213 voti favorevoli l’Aula del Senato.

Ok dal Senato: Arco di Traiano di Benevento monumento nazionale

Si tratta del primo via libera al Ddl per il riconoscimento di monumento nazionale dell’Arco di Traiano di Benevento. Il provvedimento passa all’esame della Camera. Il monumento, giuntoci sostanzialmente integro, compresi i numerosi rilievi scultorei che ne decorano le superfici, risulta essere l’arco trionfale romano con rilievi meglio conservato.

L’arco di Traiano

L’arco fu costruito tra il 114 e il 117 d.C. In epoca longobarda l’arco venne inglobato nel lato settentrionale della cinta muraria e prese il nome di ‘Porta Aurea’; lì accanto sorse la chiesa di Sant’Ilario (in cui ora è stato allestito il videomuseo dell’arco). Nel Rinascimento, fu studiato da Sebastiano Serlio.

Subì diversi restauri in seguito ai danni del tempo e dei terremoti: sotto Urbano VIII, poi nel 1661, nel 1713 e nel 1792. In particolare nel 1713, quando l’arco era utilizzato ancora come porta cittadina, si sgretolò e cadde l’architrave di marmo che serviva da battente alla porta; il consiglio cittadino allora deliberò la spesa di 212 ducati per il restauro. La licenza per spendere tale somma fu concessa il 1º dicembre dello stesso anno[3].

Negli anni 50 del Settecento, in occasione di una visita di Carlo di Borbone alla città, l’arco fu ritratto in un dipinto del vedutista Antonio Joli, oggi conservato alla Reggia di Caserta.

Nel 1850, in occasione di una visita di papa Pio IX, per suo ordine, l’arco venne isolato abbattendo le case che vi si erano addossate. Oggi è posizionato al termine della breve via Traiano, accessibile dalla principale strada del centro storico, corso Garibaldi. È stato restaurato e parzialmente isolato dal traffico cittadino.

Si tratta di un arco a un solo fornice, alto 15,60 m e largo 8,60 m. Su ogni facciata quattro semicolonne, disposte agli angoli dei piloni, sorreggono una trabeazione, che sporge al di sopra del fornice. Oltre le architravi si trova un attico, anch’esso più sporgente nella parte centrale, sopra il fornice, che presenta all’interno un vano coperto da una volta a botte. È costruito in blocchi di pietra calcarea, rivestiti da opera quadrata in blocchi di marmo pario.

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