Cronaca

Falso e bancarotta, interdetti dalla professione commercialisti e un avvocato: in tre non si presentano all’interogatorio

Benevento, niente interrogatorio per due commercialisti e un avvocato coinvolti nell'inchiesta sulla bancarotta

Non si è tenuto l’interrogatorio di due commercialisti e un avvocato di Benevento sospesi dalla professione per un anno. I professionisti – come riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, hanno deciso di non presentarsi inviando una nota all’ufficio del Gip Vincenzo Landolfi.

Benevento, niente interrogatorio per due commercialisti e un avvocato

La vicenda è quella di cinque commercialisti ed un avvocato di Benevento interdetti per falso e bancarotta. Nella mattinata dello scorso 27 aprile, a seguito di un’articolata attività di indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, le Fiamme Gialle del capoluogo sannita hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari interdittive in relazione ad ipotesi di reato previste, a vario titolo, dalla Legge Fallimentare. Tra le altre bancarotta fraudolenta, bancarotta concordataria e falso in attestazioni e relazioni.

Falso e bancarotta, nei guai commercialisti e avvocato a Benevento

Il provvedimento interdittivo, eseguito da militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, è stato disposto nei confronti di cinque commercialisti, riconducibili ad un medesimo studio con sede in Benevento, nei confronti dei quali è stata applicata la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare la professione di commercialista per la durata di dodici mesi, nonché nei confronti di un avvocato beneventano, anche lui collaboratore con lo studio commerciale, nei cui confronti è stata adotta la medesima interdizione all’esercizio della professione forense per durata di dodici mesi.

Le indagini

Le indagini, avviate in seguito ad una segnalazione del Tribunale di Benevento effettuata dopo aver dichiarato inammissibile il ricorso alla procedura di concordato  preventivo presentato da una società, si sono concentrate sui possibili abusi delle procedure concordatarie e di ristrutturazione di debiti a cui sono ricorsi alcuni imprenditori del territorio che, unitamente ai professionisti indagati, disponendo unilateralmente dei tempi del procedimento, hanno paralizzato le possibili iniziative recuperatorie, così frodando i creditori ed utilizzando strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l’ordinamento li ha predisposti. Nell’articolata indagine risultano indagati oltre 40 soggetti, tra professionisti ed imprenditori, per molti dei quali il GIP, pur non sussistendo le esigenze cautelari, ha comunque confermato l’impianto accusatorio.

 

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