Cronaca

Inquinamento fiumi, sequestro di beni per 78 milioni di euro a carico della Gesesa

Benevento, maxi sequestro da 78 milioni di euro alla Gesesa per truffa ai danni dello Stato e per mancata vigilanza da parte della società

Maxi sequestro nei confronti della Gesesa, la società Gestione Servizi Sannio Spa che che gestisce il servizio idrico integrato in molti Comuni di competenza dell’Ato 1 in Campania. Un sequestro da 78 milioni e 210mila euro tra beni immobili e denaro finalizzato alla confisca e disposto dalla Procura di Benevento, coordinata dal procuratore Aldo Policastro nell’ambito di una inchiesta con l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato e per mancata vigilanza da parte della società “per non aver adottato ed attuato modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati contestati, commessi a vantaggio della società, dei suoi amministratori e da dipendenti che, all’epoca dei fatti rivestivano funzioni di direzione o vigilanza all’interno dell’ente”.

Benevento, maxi sequestro alla Gesesa

Il sequestro si inserisce in una complessa inchiesta, coordinata dai magistrati di Benevento e condotta dal Noe di Napoli, relativa al grave inquinamento dei fiumi Calore e Sabato che attraversano la provincia di Benevento. Nel maggio dello scorso anno c’era stato il sequestro preventivo disposto dal Gip di dodici depuratori gestiti dalla Gesesa, la denuncia di 33 persone e l’applicazione di due misure interdittive per un anno con il divieto esplicito di esercitare qualsiasi attività imprenditoriale nei settori della depurazione delle acque o della distribuzione di acqua per il consumo pubblico.

Le interdizioni

Le due interdizioni riguardavano il responsabile della conduzione operativa degli impianti e l’assistente pianificatore della Gesesa, indagati per inquinamento ambientale, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata, gestione illegale di rifiuti, scarichi di acque reflue senza autorizzazione falsità in atti.

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