Fabio Concato ad Apice Vecchio per la tappa di Riverberi-Appia in Jazz

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È partita la rassegna Riverberi-Appia in Jazz, ideata e realizzata dal musicista beneventano Luca Aquino, per l'occasione intervista a Fabio Concato

È partita la rassegna Riverberi-Appia in Jazz, ideata e realizzata dal musicista beneventano Luca Aquino, per l’occasione intervista a Fabio Concato. Il cantante si è esibito alla fortunata kermesse.

Fabio Concato sul palco del Riverberi-Appia in Jazz

C’era Fabio Concato ieri sera che sul palco del Riverberi-Appia in Jazz. Il cantante milanese si è esibito con i suoi vecchi successi come Buonanotte amore, Sexy tango, Fiore di maggio, Domenica bestiale, frutto di 40 anni di musica. E poi spazio a Gigi, il suo album dedicato al papà:

Si tratta di un album che ci ha dato molte soddisfazioni anche se è nato due anni fa. C’abbiamo lavorato molto ed è un’iniziativa che è piaciuta tanto. Diciamo che questa è una prima stesura, può darsi che in futuro ne vengano altre.

Il piacere di lavorare con il jazzista Paolo Di Sabatino:

È un lavoro che piaciuto perché Paolo Di Sabatino si è avvicinato con grande umiltà. Lui è un eccellente jazzista e ha fatto il resto, ma con grande delicatezza. Il pubblico ha gradito molto perché si temeva che ribaltassimo il repertorio. Cosa che invece non è successa.

La musica oggi:

La difficoltà nello scrivere brani di successo e che restino negli anni, come Fiore di Maggio, deriva da una mancanza di autori, di musica, di melodia. Qualcuno scrive anche delle cose intelligenti, ma si ha la sensazione di ascoltare sempre la stessa cosa. Al punto che non si riesce a capire chi stia cantando e che cosa.

Cosa manca:

Parlo ad esempio dei rapper, quelli veri che, in verità, scrivono anche delle belle cose, ma sono molto poco cantabili. Manca anche un tipo di cultura musicale, che non significa conoscere un bemolle o una diminuita, ma è proprio un fatto interiore, di conoscenza, di ascolto di molta musica”.

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