Cronaca

Tutte le sentenze dello sversamento di rifiuti nel processo ai dirigenti della Maemi srl

Ci sono 12 condanne e 4 assoluzioni decise dal giudice Francesca Telaro al termine del processo nei confronti delle 16 persone chiamate in causa da un’inchiesta per lo sversamento di rifiuti Maemi srl.

Condanne e assoluzioni nel processo dello sversamento dei rifiuti

La sentenza di I° grado è l’epilogo di un processo con una storia a dir poco tribolata, tra incompatibilità, trasferimenti e diversi incarichi dei magistrati ai quali era assegnato.

In una nota gli avvocati Trapuzzano, D’Anna e Mormile esprimono “piena soddisfazione” per l’assoluzione del loro assistito, Nicola Romano, amministratore della società Romano Costruzioni & C. srl:

Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto. L’assoluzione, con formula piena, per non aver commesso il fatto, stabilisce una misura di verità e giustizia che riabilita l’operato del nostro assistito.

Pene e condannati

Queste le pene stabilite:

  • Giustino Tranfa, 52 anni: 3 anni e 85mila euro di multa;
  • Concettina e Loredana Tranfa, 54 e 45 anni 2 anni e 4 mesi e 65mila euro di multa;
  • Antonio Simiele, 49 anni, Anicia Rivera Francia De La Alta, 50 anni, Mario Piccolo, 50 anni, Giancarlo Porcaro, 57 anni  6 mesi e 10mila euro di multa;
  • Marco Pancione, 35 anni 1 anno e 2 mesi e 10mila euro;
  • Carmine Marinelli, 49 anni, Giampiero Marinelli, 41 anni, Luca Marinelli, 48 anni 9 mesi e 15mila euro di multa
  • Michele Marranzini, 49 anni 1 anno.

Gli assolti

Assolti, invece, per non aver commesso il fatto:

  • Nicola Romano, 62 anni;
  • Roberto Ranauro, 53 anni;
  • Giovanni Rotondo, 51 anni, e Giuseppe Maio, 58 anni.

Come più volte ricordato, al centro dell’indagine condotta dalla Forestale era finita l’attività della Maemi srl di Ceppaloni, gestita di fatto da Giustino Tranfa. Fu tirato in ballo con una serie di titolari di ditte e con Concettina e Loredana Tranfa, rispettivamente amministratore unico della Maemi srl da luglio 2010 a maggio dell’anno seguente, e addetta amministrativa di fatto dell’azienda.

Una società presso il cui impianto sarebbero poi smaltiti rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. Un sito che, secondo gli inquirenti, non avrebbe potuto riceverli perché l’autorizzazione era scaduta nel maggio 2010.

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