Cronaca

Gli negano l’affitto perché sono di colore, episodio di razzismo a Benevento

Un episodio di razzismo si è verificato a Benevento, dove è stato vietato un contratto di locazione «in un primo momento, pensavamo ad uno scherzo, anche, di cattivo gusto ma, successivamente, dopo esserci documentati, ci siamo accorti che, quello che ci era stato riferito, corrispondeva al vero – si evince dalle dichiarazioni del presidente dell’Associazione Ekoclub International, Luigi La Monaca -.

Razzismo a Benevento

Nel terzo millennio, in una cittadina come Benevento, che si definisce “Città Culturale”, è stato annullato un contratto di locazione ad una delle più grandi società europee, che ha sede nel capoluogo sannita, solo perché, nello stabile, avrebbero dovuto dimorare, per un periodo limitato di tempo, due ragazze di colore»

Il proprietario dell’appartamento, dopo aver sottoscritto il contratto ed aver ricevuto una sostanziosa caparra da un’agenzia immobiliare sannita incaricata nella società che seleziona scienziati (nello specifico del campo dell’informatica) avendo appreso che tra gli inquilini ci sarebbero state due persone di colore, ha ritenuto di non procedere più all’affitto dello stabile, chiudendo immediatamente i rapporti con questo signore e le ragazze.

«A noi – in conclusione – tocca l’ingrato compito di constatare che, in una città, prevalentemente cattolica e cristiana, ci sono ancora delle persone che, dimenticando l’esodo che si è verificato dalle nostre parti, particolarmente nel fine ‘800 verso terre straniere, hanno un così radicato e ingiustificabile comportamento razzista. Ci corre l’obbligo di formulare le scuse a nome dell’intera città di Benevento, con la speranza che alle nostre, si accomunino anche quelle del Comune Capoluogo, nella persona del Sindaco e dell’Assessore alle pari opportunità e Servizi Sociali, un invito a Palazzo Mosti, per ricevere e salutare le Dottoresse che, con la loro presenza, onorano la nostra città, non sarebbe male».

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2016, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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