Cronaca

Omicidio Matarazzo: ergastolo per Massaro e Nasta

La sentenza della Corte d'Assise di Benevento sul delitto di Giuseppe Matarazzo

Omicidio Giuseppe Matarazzo, la Corte d’Assise di Benevento ha pronunciato la sentenza di ergastolo per Giuseppe Massaro, 57 anni di Sant’Agata de’ Goti, e Generoso Nasta, 32 anni di San Felice a Cancello, ritenuti responsabili della morte del 45enne pastore di Frasso Telesino ucciso davanti alla sua abitazione.

Omicidio Giuseppe Matarazzo: la sentenza della Corte d’Assise

Secondo l’accusa Massaro avrebbe fornito l’arma, una 357 Magnum, e l’auto utilizzata per commettere l’agguato, una Croma, guidata poi da Nasta. I due avrebbero ricevuto in cambio della loro opera soldi, circa 13mila euro secondo la ricostruzione dell’accusa. A fare da sfondo al delitto una vicenda torbida. Matarazzo era stato scarcerato da circa un mese dopo aver scontato 11 anni di carcere perché riconosciuto responsabile di abusi sessuali ai danni della 15enne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Per la Procura l’omicidio sarebbe stato commissionato per vendetta ma il processo se ha restituito due possibili colpevoli non ha scovato i mandanti ed il killer.

Infine, Massaro Nasta sono stati

condannati al risarcimento ai familiari della vittima da stabilirsi in separata sede, oltre al pagamento, in solido tra loro, di una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro per parte.

Le testimonianze e le perizie

Nel corso del dibattimento si è assistito ad un duro scontro di perizie sull’arma e sulla Croma, indicata da una testimone oculare nei pressi dell’abitazione della vittima ma di “colore marrone” e non del suo colore reale, grigio scuro. Inoltre, lo stesso Nasta sarebbe stato riconosciuto dalla testimone che si è detta sicura al 70-80%. Questioni che saranno evidenziate nel probabile Appello dei difensori, gli avvocati Orlando Sgambati ed Angelo Raucci per Nasta ed Angelo Leone e Mario Palmieri per Massaro. La famiglia Matarazzo, parte civile nel processo penale di cui alla sentenza odierna, è stata assistita dagli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia.

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